Modulo 2 di 8

Il questioning: fare domande invece di dare risposte

Due allenatori, stessa situazione. In una partitella, un bambino perde palla perché non ha visto il compagno libero sulla destra. L'allenatore A grida: "Marco, dovevi passare a destra! C'era Giulia libera!" L'allenatore B ferma il gioco: "Marco, cosa hai visto quando avevi la palla?" Marco ci pensa: "Il difensore davanti." "E ai lati? Hai guardato?" "No..." "Prova a guardare anche ai lati prima di decidere. Rigiocate." Marco riprende. Questa volta guarda a destra - vede Giulia - passa.

L'allenatore A ha dato la risposta. L'allenatore B ha fatto la domanda. Entrambi hanno raggiunto il risultato nell'immediato. Ma il bambino dell'allenatore B ha imparato a cercare la soluzione da solo - e la prossima volta lo farà senza che nessuno glielo chieda.


Cos'è il questioning

Il questioning è una tecnica pedagogica in cui l'allenatore usa le domande per guidare il bambino verso la comprensione, invece di dare istruzioni dirette.

L'istruzione diretta dice COSA fare: "Passa a destra." Il bambino esegue. Il questioning chiede PERCHÉ e COME: "Cosa hai visto? Cosa potevi fare?" Il bambino ragiona.

A 9 anni il bambino è nello stadio delle operazioni concrete (Piaget): può ragionare logicamente su situazioni reali. Il questioning sfrutta questa capacità - trasforma l'allenamento in un'esperienza di pensiero, non solo di esecuzione.


Tipi di domande

Domande di osservazione: Allenano il bambino a vedere.

  • "Cosa hai visto quando avevi la palla?"
  • "Dov'era il difensore?"
  • "Quanti compagni erano liberi?"

Domande di riflessione: Allenano il bambino a ragionare sulle proprie scelte.

  • "Perché hai scelto di tirare?"
  • "Cosa sarebbe successo se avessi passato?"
  • "Eri la soluzione migliore?"

Domande di anticipazione: Allenano il bambino a prevedere.

  • "Cosa farà il difensore se vai a destra?"
  • "Dove si muoverà il compagno?"
  • "Cosa succederà se perdi la palla qui?"

Domande di valutazione: Allenano il bambino a giudicare.

  • "È stata una buona scelta?"
  • "Avresti fatto diversamente?"
  • "Cosa hai imparato da questa azione?"

Come usare il questioning nella seduta

Momento 1 - Il freeze in partitella L'allenatore ferma il gioco e fa una domanda al portatore di palla: "Cosa vedi?" Il bambino descrive la situazione. L'allenatore chiede: "Cosa faresti?" Il bambino risponde. L'allenatore: "Provaci." Si rigioca.

Momento 2 - Dopo un'azione rilevante Un bambino fa una scelta particolarmente buona o particolarmente sbagliata. L'allenatore lo chiama brevemente: "Bella giocata. Come hai fatto a vedere il compagno?" Oppure: "Cosa avresti potuto fare di diverso?" Breve, 10-15 secondi, e si torna a giocare.

Momento 3 - Nel cerchio finale "Oggi abbiamo lavorato sul cambio gioco. Quando conviene cambiare gioco? Chi mi fa un esempio di una situazione della partitella?" Il bambino racconta, l'allenatore conferma o integra.


Le regole del buon questioning

Una domanda alla volta. Non tre domande in fila - il bambino si confonde. Una domanda, una risposta, poi un'altra domanda se serve.

Domande aperte, non chiuse. "Cosa potevi fare?" (aperta) è meglio di "Dovevi passare, vero?" (chiusa retorica). La domanda chiusa ha già la risposta dentro - non stimola il pensiero.

Tempo per rispondere. Dopo la domanda, aspettare almeno 3-4 secondi. I bambini hanno bisogno di tempo per pensare. Se l'allenatore risponde da solo dopo 1 secondo, il questioning è un monologo.

Nessun tono accusatorio. "Perché hai tirato?" con tono curioso è una domanda formativa. "Perché hai tirato?!" con tono arrabbiato è un'accusa. Stesso testo, tono opposto, effetto opposto.

Accettare risposte "sbagliate". Se il bambino risponde in modo non corretto, non demolirlo: "Interessante. E se ti dicessi che c'era anche un'altra opzione?" Il bambino scopre la soluzione senza sentirsi inadeguato.

Non abusarne. Il questioning è potente ma stancante - per il bambino e per l'allenatore. 3-5 momenti di questioning per seduta sono sufficienti. Il resto è gioco.


Come spiegarlo ai genitori

"Quest'anno usiamo molto le domande in allenamento: invece di dire al bambino 'passa a destra', gli chiediamo 'cosa vedi? cosa potresti fare?'. Il bambino che trova la soluzione da solo la ricorda per sempre - quello a cui viene detta la soluzione la dimentica il giorno dopo. È un metodo più lento nell'immediato ma molto più efficace nel lungo periodo. Se a casa vostro figlio vi racconta 'il mister mi ha fatto una domanda e ho trovato la risposta', festeggiate: sta imparando a pensare il calcio, non solo a eseguirlo."


Concetti chiave

  • Il questioning usa domande per guidare il bambino alla comprensione, invece di dare risposte dirette
  • Tipi di domande: osservazione, riflessione, anticipazione, valutazione
  • Una domanda alla volta, aperta, con tempo per rispondere, senza tono accusatorio
  • 3-5 momenti di questioning per seduta sono sufficienti
  • Il bambino che trova la soluzione da solo la interiorizza - quello a cui viene detta la dimentica


Come funziona

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  1. 1. Qual è la differenza tra istruzione diretta e questioning?
  2. 2. Quanto tempo bisogna attendere dopo aver fatto una domanda al bambino?
  3. 3. Secondo il modulo, quante volte per seduta è consigliato usare il questioning?
  4. 4. Quale di queste è una "domanda di anticipazione"?
  5. 5. Come gestire una risposta "sbagliata" data dal bambino dopo una domanda?
  6. 6. Perché a 9 anni il questioning è particolarmente efficace?

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