Due allenatori, stessa situazione. In una partitella, un bambino perde palla perché non ha visto il compagno libero sulla destra. L'allenatore A grida: "Marco, dovevi passare a destra! C'era Giulia libera!" L'allenatore B ferma il gioco: "Marco, cosa hai visto quando avevi la palla?" Marco ci pensa: "Il difensore davanti." "E ai lati? Hai guardato?" "No..." "Prova a guardare anche ai lati prima di decidere. Rigiocate." Marco riprende. Questa volta guarda a destra - vede Giulia - passa.
L'allenatore A ha dato la risposta. L'allenatore B ha fatto la domanda. Entrambi hanno raggiunto il risultato nell'immediato. Ma il bambino dell'allenatore B ha imparato a cercare la soluzione da solo - e la prossima volta lo farà senza che nessuno glielo chieda.
Cos'è il questioning
Il questioning è una tecnica pedagogica in cui l'allenatore usa le domande per guidare il bambino verso la comprensione, invece di dare istruzioni dirette.
L'istruzione diretta dice COSA fare: "Passa a destra." Il bambino esegue. Il questioning chiede PERCHÉ e COME: "Cosa hai visto? Cosa potevi fare?" Il bambino ragiona.
A 9 anni il bambino è nello stadio delle operazioni concrete (Piaget): può ragionare logicamente su situazioni reali. Il questioning sfrutta questa capacità - trasforma l'allenamento in un'esperienza di pensiero, non solo di esecuzione.
Tipi di domande
Domande di osservazione: Allenano il bambino a vedere.
- "Cosa hai visto quando avevi la palla?"
- "Dov'era il difensore?"
- "Quanti compagni erano liberi?"
Domande di riflessione: Allenano il bambino a ragionare sulle proprie scelte.
- "Perché hai scelto di tirare?"
- "Cosa sarebbe successo se avessi passato?"
- "Eri la soluzione migliore?"
Domande di anticipazione: Allenano il bambino a prevedere.
- "Cosa farà il difensore se vai a destra?"
- "Dove si muoverà il compagno?"
- "Cosa succederà se perdi la palla qui?"
Domande di valutazione: Allenano il bambino a giudicare.
- "È stata una buona scelta?"
- "Avresti fatto diversamente?"
- "Cosa hai imparato da questa azione?"
Come usare il questioning nella seduta
Momento 1 - Il freeze in partitella L'allenatore ferma il gioco e fa una domanda al portatore di palla: "Cosa vedi?" Il bambino descrive la situazione. L'allenatore chiede: "Cosa faresti?" Il bambino risponde. L'allenatore: "Provaci." Si rigioca.
Momento 2 - Dopo un'azione rilevante Un bambino fa una scelta particolarmente buona o particolarmente sbagliata. L'allenatore lo chiama brevemente: "Bella giocata. Come hai fatto a vedere il compagno?" Oppure: "Cosa avresti potuto fare di diverso?" Breve, 10-15 secondi, e si torna a giocare.
Momento 3 - Nel cerchio finale "Oggi abbiamo lavorato sul cambio gioco. Quando conviene cambiare gioco? Chi mi fa un esempio di una situazione della partitella?" Il bambino racconta, l'allenatore conferma o integra.
Le regole del buon questioning
Una domanda alla volta. Non tre domande in fila - il bambino si confonde. Una domanda, una risposta, poi un'altra domanda se serve.
Domande aperte, non chiuse. "Cosa potevi fare?" (aperta) è meglio di "Dovevi passare, vero?" (chiusa retorica). La domanda chiusa ha già la risposta dentro - non stimola il pensiero.
Tempo per rispondere. Dopo la domanda, aspettare almeno 3-4 secondi. I bambini hanno bisogno di tempo per pensare. Se l'allenatore risponde da solo dopo 1 secondo, il questioning è un monologo.
Nessun tono accusatorio. "Perché hai tirato?" con tono curioso è una domanda formativa. "Perché hai tirato?!" con tono arrabbiato è un'accusa. Stesso testo, tono opposto, effetto opposto.
Accettare risposte "sbagliate". Se il bambino risponde in modo non corretto, non demolirlo: "Interessante. E se ti dicessi che c'era anche un'altra opzione?" Il bambino scopre la soluzione senza sentirsi inadeguato.
Non abusarne. Il questioning è potente ma stancante - per il bambino e per l'allenatore. 3-5 momenti di questioning per seduta sono sufficienti. Il resto è gioco.
Come spiegarlo ai genitori
"Quest'anno usiamo molto le domande in allenamento: invece di dire al bambino 'passa a destra', gli chiediamo 'cosa vedi? cosa potresti fare?'. Il bambino che trova la soluzione da solo la ricorda per sempre - quello a cui viene detta la soluzione la dimentica il giorno dopo. È un metodo più lento nell'immediato ma molto più efficace nel lungo periodo. Se a casa vostro figlio vi racconta 'il mister mi ha fatto una domanda e ho trovato la risposta', festeggiate: sta imparando a pensare il calcio, non solo a eseguirlo."
Concetti chiave
- Il questioning usa domande per guidare il bambino alla comprensione, invece di dare risposte dirette
- Tipi di domande: osservazione, riflessione, anticipazione, valutazione
- Una domanda alla volta, aperta, con tempo per rispondere, senza tono accusatorio
- 3-5 momenti di questioning per seduta sono sufficienti
- Il bambino che trova la soluzione da solo la interiorizza - quello a cui viene detta la dimentica
Come funziona
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