Venerdì sera. Pubblicate la convocazione per la partita di sabato: 18 convocati su 22 in rosa. Quattro ragazzi restano fuori. Il telefono inizia a vibrare: messaggi dei genitori, silenzi dei ragazzi. Uno dei quattro non convocati - Alessandro, che l'anno scorso era titolare - non si presenta all'allenamento del martedì successivo. Mercoledì nemmeno. Giovedì il padre vi chiama: "Alessandro non vuole più venire. Dice che non serve a niente." Un ragazzo di 13 anni, con talento, con passione, che sta per smettere perché non sa gestire il fallimento.
A 13 anni il ragazzo vive ogni forma di esclusione come un attacco alla propria identità:
Questa catena logica è distorta, ma per un tredicenne è assolutamente reale. Il cervello adolescente non ha ancora la capacità di relativizzare ("È solo una partita, ci saranno altre occasioni").