La porta è là. Il bambino ha la palla. Si ferma, si posiziona, carica il tiro e calcia. La palla va in porta. Applausi. Ma in partita non funziona così: in partita non c'è tempo per fermarsi. In partita il difensore arriva. Il tiro in partita è quasi sempre in movimento: il giocatore corre, e mentre corre, calcia.
A 6 anni si introduce questo passaggio: dal tiro da fermo al tiro in movimento. Non è semplice - richiede una coordinazione che combina conduzione, decelerazione, posizionamento del piede d'appoggio e calcio, tutto in sequenza fluida.
Nei primi due anni il tiro da fermo era l'obiettivo: il bambino imparava a calciare un pallone fermo con una direzione e una forza accettabili. A 6 anni quell'abilità è (generalmente) acquisita. Ma nel calcio reale il tiro da fermo è un evento raro: il calcio di punizione, il rigore. Tutto il resto è tiro in movimento.