Il telefono squilla alle 22 di domenica sera. È la mamma di Andrea: "Mister, Andrea si è rotto il crociato. Lo operano la prossima settimana. Sei mesi fuori." Sei mesi. A 15 anni, sei mesi sono un'eternità. Mentre i compagni giocano, Andrea fa riabilitazione. Mentre la squadra migliora, Andrea ricomincia a camminare. A 15 anni un infortunio grave - crociato, menisco, frattura - non è solo un problema medico. È una crisi esistenziale: il ragazzo perde l'identità di calciatore, l'appartenenza al gruppo, la routine che dava struttura alla sua vita.
Questo protocollo settimanale si applica solo nell'ultima parte del percorso, dopo il via libera del medico e del fisioterapista: per la ricostruzione del crociato indicativamente a partire dal 6°-9° mese, quando il ginocchio è clinicamente pronto. Non anticipa il ritorno in campo, ma struttura le settimane finali del rientro.
"L'infortunio grave di vostro figlio è una prova dura - per lui e per voi. Il nostro impegno è mantenerlo dentro la squadra anche durante il recupero: lo invitiamo agli allenamenti, gli diamo compiti, lo includiamo nelle analisi tattiche. A casa, non minimizzate ('Dai, passerà') e non drammatizzate ('La tua stagione è rovinata'). Accompagnatelo: ascoltate le sue frustrazioni, rispettate i tempi dei medici, non spingetelo a tornare prima. Se notate che l'umore è molto basso per più di 2-3 settimane, parliamone: potrebbe essere utile il supporto di uno psicologo sportivo."