Una delle competenze più sottovalutate nell'educazione sportiva è la creatività applicata all'invenzione di giochi. Quando un bambino di cinque-sei anni inventa un gioco, mette in campo contemporaneamente capacità cognitive (regole, logica), motorie (movimenti, gesti), sociali (negoziazione, comunicazione) e emotive (entusiasmo, gestione della frustrazione). È un atto di intelligenza globale che va coltivato e valorizzato.
Per l'allenatore, lasciare che i bambini inventino giochi non significa abdicare al proprio ruolo, ma esercitarlo al livello più alto: quello del facilitatore che crea le condizioni per la creatività, guida il processo senza dominarlo e valorizza i risultati senza giudicarli.
La creatività non nasce dal vuoto: nasce dai vincoli. Dare ai bambini tre coni, due palloni e un cerchio e dire "Inventate un gioco" funziona meglio di "Fate quello che volete". I materiali suggeriscono possibilità, i vincoli guidano la creatività in direzioni produttive.