Venerdì mattina, arriva il messaggio del direttore sportivo: "Da lunedì Filippo si allena con la prima squadra. Martedì e giovedì con loro, gli altri giorni con voi." Filippo ha 16 anni, è il vostro terzino destro titolare, gioca con i suoi compagni da tre anni. Da lunedì si troverà in uno spogliatoio con uomini di 25-30 anni, un allenatore che non lo conosce, ritmi e aspettative completamente diversi. È contento - certo - ma anche spaventato, anche se non lo ammette. E voi perdete un titolare e dovete gestire le dinamiche nel vostro gruppo: chi prenderà il suo posto, chi si sentirà scavalcato, chi penserà "perché lui sì e io no". Il passaggio alla prima squadra è uno dei momenti più delicati dell'intero percorso giovanile - e va gestito con competenza, non lasciato al caso.
"Se vostro figlio viene aggregato alla prima squadra, è un traguardo importante - ma è l'inizio di un percorso, non la fine. Il passaggio comporta stress, fatica e momenti di difficoltà. Non mettetegli pressione: non chiedetegli ogni sera come è andata con la prima squadra, non confrontatelo con i giocatori adulti, non fate progetti a lungo termine. Sostenetelo con calma. Se torna a casa scoraggiato, ascoltatelo senza minimizzare. Se torna euforico, tenetelo con i piedi per terra. Il nostro compito è accompagnarlo - il vostro è esserci senza aggiungere peso."